Ogni anno a Palmoli, nell’Alto Vastese, il giorno 27 luglio, si celebra con particolare solennità e larga partecipazione di popolo la Festa della madonna SS: del Carmine. L’immagine della Vergine, portata a braccia dal suo Santuario alla Chiesa Parrocchiale la sera del 16 luglio, vi rimane fino al 27, quando, celebrata la festa, con una grandiosa processione serale la madonna è riportata nel suo Santuario.
Questa festa è sempre proceduta da quella in onore dei Santi Gioacchino ed Anna, che si celebra il 26 luglio. Un aspetto caratteristico della Festa del 27 luglio, è la tradizionale folkloristica “Sfilata dei granoppoli e delle pacchianelle”, che affonda le sue radici nei secoli passati e trae le sue origini da quella che era la devoluzione delle decime alla Chiesa Matrice, ricettizia innumeerata, di S: Maria delle Grazie.
Oggi, è un offerta dei donativi alla Madonna, portata da bambini, ragazzi e ragazze, adulti, in costume abruzzese locale, a piedi o su motori, donativi che nel pomeriggio vengono ceduti all’asta al miglior offerente e il suo ricavato contribuisce alla buona riuscita della festa.
Originariamente e fino a tempi non molto lontani, questi donativi venivano portati a piedi, su animali, su carri trainati da buoi; e quale fatica e quanta fede da parte della nostra buona gente di campagna…!
Cambiati i tempi, quasi spariti buoi e animali, oggi i motori la fanno da padroni; ed è tutto uno sfilare di macchine, trattori, motori e motorini, camion…più svelti e meno impegnativi. La sfilata si svolge in questo
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te, dall’immancabile Banda musicale e accompagnata dai fragorosi botti che fanno rintronare le case.
Precedono i bambini, accompagnati da qualche persona grande, che portano dolci paesani, pizze – dolci nostrane, frutti della terra… Seguono giovani e adulti con le conche in testa o portate a mano, cariche di grano, di frutti, di piolli e conigli, con grosse teglie di legno con la porchetta o l’agnello al forno, la treccia, carne di castrato, e capaci trufoli di vino… Vengono quindi le macchine, i furgoncini, i trattori, i camion carichi di covoni di grano, di pannocchie di “grandinio” di “turtarelle”, meloni e cocomeri…
E la gente della diaspora paesana e i forestieri accorsi da ogni dove si accalcano ai bordi della strada per curiosare, ammirare, fare paragoni, riprendere foto e filmini, e… criticare.
La sfilata superata Via Roma e la …Piazza della Critica (p.za marconi), si arranca ansimando “ammond’ p’ lu foss” per Corso Umberto, Via San Nicola, fino a Piazza Bernini, all’Asilo S: Valentino. |