
Emigranti in Toscana
... ed in Germania
Emigrazione |
Emigranti in Belgio |
Per quanto riguarda Palmoli, l’emigrazione ha vuto il suo inizio nel secolo scorso verso gli Stati Uniti d’America, verso l’Argentina. E sono stati questi i pionieri che, con quelle lunghe code al Molo di Napoli, con quegli interminabili e penosi viaggi di mare, ammassati in qualche nave che attraversa l’Atlantico hanno a perto poi la via a tanti altri – parenti e amici - agli inizi di questo secolo e, in seguito, dopo la 1° e 2° guerra mondiale. Chi più chi meno fecero fortuna e, dopo le difficoltà d’inserimento e di lingua, si sistemarono bene e chiamarono i loro familiari. Un elenco di 29 microfilm riguardanti Palmoli, che si conserva nell’UTAH in USA copre un periodo che và dal 1809 al 1900. Ma il fenomeno ha assunto proporzioni inimmaginabili dopo la II guerra mondiale , specie negli anni ’60 ’70: all’interno verso Prato, Pistoia, Agliana, verso Milano e Torino; all’estero, verso gli USA ancora, verso l’Australia e specialmente verso il Nord Europa: Germania prima di tutto, Francia, Svizzera. Nelle miniere…nelle fabbriche… L’emigrazione ha portato indubbiamente dollari, marchi, franchi, tanto benessere, ma anche tante ripercussione d’ordine morale – religioso – familiare. Molti dei nostri uomini, usciti dall’ambiente chiuso, tradizionale del paese e calati in ambiente diverso, più complesso, fuori dalle nostre tradizioni religiose-sociali, a contatto con altre realtà, altre religioni, ne hanno subito un trauma, facili vittime di un consumismo e di un indifferentismo ch’è duro a morire. |
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